LA RISCOSSA DEI GIOVANI NELLE CAMPAGNE

Sarà la situazione di crisi congiunturale che attanaglia il Paese, sarà la voglia di riscoprire la natura ma da qualche anno a questa parte un numero crescente di giovani sceglie di lavorare in campagna.
Il comparto dell’agricoltura in Italia è tra quelli più dinamici e innovativi e questo ha fatto si che un numero crescente di giovani lo scelgano per sviluppare un mestiere decisamente rivalutato rispetto a qualche anno fa.



Un agricoltore “in erba” non passa più la sua giornata esclusivamente tra i campi, ma anche coi clienti del suo agriturismo, con le comitive scolastiche che visitano la sua fattoria didattica, con imprenditori di settori diversi che usano per i loro business i prodotti, o anche gli scarti, del suo lavoro.


Anche i dati confrontati a livello europeo mostrano che la nostra agricoltura è una delle più competitive: il valore aggiunto per ettaro (2mila euro) è il triplo di quello del Regno Unito, il doppio della Spagna, quasi il doppio della Francia, 1 volta e mezza la Germania. Il numero di occupati agricoli ad ettaro (10,1 ogni 100 ha) è il triplo di Francia, Germania e Spagna.

Dalle statistiche risulta che quasi la metà (49,1%) delle imprese a produzione prevalentemente agricola con dipendenti, infatti, negli ultimi tre anni (2010-2012) ha adottato metodi e tecnologie per la riduzione dei consumi di energia ed acqua. Il recupero di scarti e rifiuti è pratica diffusa: riguarda il 57% delle imprese.

Abbiamo uno straordinario patrimonio di tipicità: 255 riconoscimenti tra Dop, Igp e Stg che valgono 12 miliardi di fatturato al consumo. Altro primato nazionale è quello del biologico: con quasi 50mila operatori, 1,2 milioni di ettari (+6,4% rispetto al 2011), questo mercato vale 3,1 miliardi di euro, facendo del nostro Paese uno dei protagonisti a livello mondiale.

Da non dimenticare la crescita della spesa a km zero ed i farmer market (7 milioni di italiani fanno regolarmente la spesa nei mercati degli agricoltori).

Produrre, insomma, ad agricoltori e allevatori non basta più. Soprattutto se sono giovani. Circa il 70% delle imprese guidate da giovani, infatti, opera in attività multifunzionali.