Monday, May 29, 2017
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IL CREDIT CRUNCH: rilascio dei prestiti ad imprese e famiglie in continua flessione

La contrazione degli affidamenti bancari in Italia dura ormai da quasi un anno e non accenna a ridursi di intensità. Le ispezione della Banca d’Italia nell’ultimo semestre hanno indotto il sistema creditizio a fare pulizia nei bilanci, ma ciò ha comportato la riduzione del credito erogabile sia alle famiglie che alle imprese.



I dati diffusi da Bankitalia mostrano che il credit crunch vero e proprio (inteso come riduzione assoluta degli affidamenti) ormai dura da quasi un anno e risulta in progressiva accelerazione.

Nel mese di giugno, i prestiti all'intero settore privato hanno registrato una contrazione tendenziale del 3%. Quelli alle famiglie hanno subito una flessione dell'1% su base annua mentre per i prestiti alle imprese la flessione tendenziale è pari al 4,1%(-3,6% nel mese di maggio). Questi numeri sono in parte giustificati dalla debolezza della domanda di credito, infatti le erogazioni scendono pur in presenza di una riduzione dei tassi d'interesse.

In Europa il contesto è meno grave: secondo un rapporto pubblicato dalla Bce a fine luglio, nel secondo trimestre del 2013 la liquidità immessa sul mercato non ha favorito il credito alle imprese (si sono stretti ulteriormente i parametri di erogazione), ma si è interrotto, per la prima volta dal 2007, il declino dei prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni.

In Italia, quindi, la stretta creditizia è più forte rispetto alla media dell’Eurozona. Le cause sono molteplici, sia di origine esterna (crisi dell’euro, parametri di capitalizzazione delle banche irrigiditi durante la crisi) che interna (alti interessi a causa dello spread, prof onda crisi dell’apparato produttivo con fisiologico incremento delle partite incagliate e minor disponibilità degli istituti ad erogare credito).

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