Tuesday, April 25, 2017
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Aumento IVA, rischio inflazione

Dopo più di dieci anni dall'ultimo incremento, alla fine, l’aumento dell’Iva si è materializzato passando dalla stato di ipotesi più o meno probabile a quello di misura effettiva.
Salirà dal 20 al 21 per cento l’aliquota ordinaria, quella che riguarda la gran parte di beni e servizi e che porta il grosso del gettito nelle casse dello Stato.



La novità però sta nel fatto che le maggiori entrate (stimate in circa 4 miliardi) non saranno destinate a finanziare nuove spese;  ma andranno a miglioramento dei saldi del bilancio pubblico. In qualche modo dunque resteranno disponibili per la riforma fiscale qualora le altre misure producano l’effetto finanziario richiesto e si arrivi al traguardo del pareggio di bilancio.
Il rischio è quello di un balzo dell'inflazione, a giugno infatti ha già toccato quota 2,7%, e la misura in questione porta un inevitabile aumento dei prezzi.
Il timore delle associazioni di categoria dei commercianti e dei consumatori è dunque legato alle conseguenze negative sui consumi per le famiglie italiane già alle prese con la difficile congiuntura economica.
Per la Confcommercio il rischio è che «l'Italia paghi, tutta insieme, un conto davvero troppo pesante». «Ogni aumento dell'Iva – sottolinea da parte sua Confesercenti – si va tra l'altro a sommare ai recenti rialzi delle materie prime che a sua volta stanno surriscaldando l'inflazione».

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