Tuesday, April 25, 2017
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Ancora una speranza per le energie rinnovabili

Nel consiglio dei ministri del 30/07/2010 Paolo Romani, Pdl, ministro dello Sviluppo economico, stoppa Roberto Calderoli, Lega Nord, in riferimento alla proposta di taglio delle bollette di luce e gas.



Al fine di ridurre il costo dell’Energia si prevedeva di  applicare il seguente emendamento: “dal primo gennaio 2012, tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni, comunque gravanti sulle componenti tariffarie relative alle forniture di energia elettrica e del gas naturale, previsti da norme di legge o da regolamenti sono ridotti del 30% rispetto a quelli applicabili alla data del 31 dicembre 2010».

Con tale azione  si sarebbe potuto raggiungere un taglio alle bollette di corrente elettrica e metano di una cifra nell'ordine del 3%. Tuttavia, il prossimo aumento delle tariffe, in ragione degli ultimi aumenti di prezzo di petrolio e materie prime, avrebbe di fatto reso quasi impercettibile ai consumatori l’eventuale risparmio conseguibile.

Inoltre, l’applicazione di questa direttiva avrebbe comportato i seguenti svantaggi:
-          Il taglio agli incentivi ridurrebbe gli aiuti alle fonti rinnovabili di energia, paralizzandone in via definitiva gli investiment
-          Si ridurrebbe il "bonus sociale", cioè lo sconto sulle bollette dato dall'Autorità dell'energia alle famiglie povere e ai malati legati ad apparecchi medicali salvavita
-          Si annullerebbero gli sconti di legge ad alcune imprese, come le Ferrovie e la Thyssen Krupp a Terni.

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